Yoga e Ippocampo

Yoga e Ippocampo

L’ippocampo è una struttura profonda del cervello fondamentale per integrare emozione, tempo e contesto. È ciò che ci permette di trasformare un’esperienza in una storia coerente, collocata nel passato, distinguibile dal presente.

Quando viviamo un evento, l’ippocampo dialoga con l’amigdala (emozione) e con la corteccia prefrontale (significato, riflessione). In condizioni di sicurezza, questo dialogo funziona: l’esperienza viene “archiviata” come memoria narrativa.

Ma sotto stress elevato o prolungato, il quadro cambia.

 

Cortisolo e frammentazione della memoria

 

Lo stress attiva l’asse ipotalamo–ipofisi–surrene e aumenta il rilascio di cortisolo.

Se questa attivazione è intensa o cronica, il cortisolo inibisce temporaneamente la funzione dell’ippocampo.

Il risultato non è l’assenza di memoria, ma una memoria diversa:

l’esperienza non viene organizzata in una narrazione coerente, il “quando” e il “dove” si sfaldano, il ricordo resta frammentato, sensoriale, corporeo.

 

Il corpo ricorda, ma la mente non ha una storia da raccontare

 

Questo è il motivo per cui alcune esperienze stressanti o traumatiche non si ricordano come un racconto lineare, ma riemergono come:

  • tensioni muscolari
  • posture difensive
  • sensazioni viscerali
  • reazioni emotive sproporzionate al presente

 

Non è un errore del sistema. È un meccanismo di sopravvivenza

 

Il corpo come archivio

 

Quando l’ippocampo è inibito, la memoria non scompare: viene immagazzinata nel sistema nervoso corporeo.

Il corpo diventa archivio:

 

  • il respiro si accorcia
  • alcune aree restano iperattive o “spente”
  • il sistema nervoso resta in uno stato di allerta o collasso

 

Da qui nasce l’esperienza, comune a molti praticanti, di “sentire qualcosa” durante una postura o una respirazione, senza sapere esattamente cosa o perché.

Lo yoga lavora esattamente qui.

 

Yoga: creare le condizioni per la narrazione

 

La pratica dello yoga non “scava” nei ricordi, crea sicurezza neurofisiologica.

Attraverso:

 

  • respiro lento e consapevole
  • movimento intenzionale
  • orientamento al momento presente
  • attenzione non giudicante

 

…il sistema nervoso autonomo può uscire dalla modalità di difesa. Quando il corpo percepisce sicurezza:

 

  • il cortisolo diminuisce
  • l’ippocampo può riattivarsi
  • l’esperienza corporea inizia a integrarsi

 

Non sempre emerge una storia verbale

A volte emerge solo un senso di completezza, di “ordine interno”.

E questo è già integrazione.

Dalla memoria implicita alla presenza

In termini neuroscientifici, lo yoga facilita il passaggio da:

memoria implicita (corporea, automatica, non narrativa) a

integrazione consapevole (presenza, scelta, regolazione)

Non forziamo il ricordo.

Alleniamo la capacità di stare con ciò che emerge, nel corpo, nel respiro, nel tempo presente.

 

Namastè

Riferimenti Bibliografici riferiti alla sezione yoga

McEwen, B.S. (1998) – Lo stress e il cortisolo modulano la plasticità ippocampale e la memoria (Neuropsychopharmacology).

de Kloet et al. (2005) – Lo stress inibisce la funzione ippocampale alterando integrazione emotiva e cognitiva (Nature Reviews Neuroscience).

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